Percorsi di formazione mirati

Intervista a Paolo Colombo, direttore della Divisione della Formazione professionale del Cantone Ticino.

Leggendo il testo informativo che presenta le attività della Divisione della formazione professionale si resta colpiti dai numerosi incarichi che deve seguire. Il settore dell’apprendimento è diventato complesso oppure la realtà lo è diventata e di conseguenza anche l’offerta formativa?

Il mondo del lavoro è cambiato e di conseguenza anche la formazione professionale si rinnovata.
Cito ad esempio le professioni, legate alle nuove tecnologie, che hanno sostituito competenze professionali oggi considerate non necessarie. Da un lato la formazione professionale è molto vicina alla crescita morale ed intellettuale dell’individuo e dall’altro alle esigenze del mercato. Il mondo del lavoro è cosciente che il capitale umano è la vera ricchezza dell’impresa. Ciò che è importante è poter contare su persone ben preparate in grado di svolgere compiti e assumersi responsabilità in un contesto che è diventato sempre più concorrenziale.


Il successo della formazione professionale dipende anche dall’aderenza dei percorsi formativi alle esigenze del mondo economico. Per questo motivo la formazione professionale è un compito comune da condividere tra Confederazione, organizzazioni del mondo del lavoro e Cantoni. Ci occupiamo di promuovere sia persone che hanno delle doti, delle qualità spiccate su cui investire sia persone con qualche difficoltà con l’obiettivo di una loro integrazione nel mondo del lavoro e nella società. Ci rivolgiamo sia ai giovani sia agli adulti impegnati in una qualifica o riqualifica professionale. La formazione professionale è anche uno strumento di integrazione sociale: attualmente è in atto a livello federale il progetto pilota Case management che consiste nell’accompagnare allievi del secondo biennio di scuola media verso una formazione professionale. In Ticino sono attualmente seguiti circa 10-15 casi (www.bbt.admin.ch – case management) destinati prossimamente ad aumentare a 30-40.

Facendo un paragone con il resto della Svizzera, come si situa la qualità della formazione del nostro cantone?

La legge federale impone il perseguimento dell’alta qualità formativa; pertanto lavoriamo su uno standard nazionale. In particolare, visto che siamo una minoranza linguistica che deve avere tutto in casa e che non può ricorrere a collaborazioni o a economie di scala con altri cantoni dovute alla lingua, il Ticino è molto ben organizzato.
Siamo in grado di offrire una formazione per ca. 130 professioni con tirocinio in azienda e altre 20 con tirocinio a scuola. La qualità è strettamente correlata alla capacità e volontà di rinnovare costantemente il sistema dell’offerta formativa. In questo modo si può reagire subito ai cambiamenti del mercato e alle esigenze dell’individuo e formare in modo mirato le persone.

I ticinesi vivono una realtà lavorativa che lancia più sfide sia perché fa parte di una minoranza a livello federale sia per la prossimità con l’Italia. Si sta facendo abbastanza per aiutare i giovani che a breve si confronteranno con il mondo del lavoro?

Il nostro dipartimento si impegna pienamente per dare sia ai giovani sia anche a quelli considerati meno giovani, sensibilità, strumenti e competenze, sia di carattere disciplinare che culturale, per poter accedere al mondo del lavoro. Ad esempio abbiamo organizzato un programma formativo che favorisce l’autoimprenditorialità su cui è possibile avere informazioni visitando il sito www.fondounimpresa.ch.
Per quanto concerne la ricerca di posti d’apprendistato è stato ideato il programma ARI, Apprendista Ricerca Impiego, sostenuto dal SECO, per aiutare i giovani nel momento della transizione dalla formazione professionale al mondo del lavoro. Ulteriori informazioni si possono ottenere sul sito www.ti.ch/ari.

Come vede l’aspetto legato alla conoscenza delle lingue considerate più importanti o utili: inglese e tedesco? Sarebbe più logico insegnare in tenera età queste lingue per facilitare la formazione dei giovani?

La conoscenza delle lingue è fondamentale e da sempre è anzitutto uno strumento culturale che consente di approfittare di diverse opportunità sia lavorative sia formative. Ovviamente investire nell’insegnamento delle lingue è una scelta vincente perché crea un vantaggio competitivo. Nel nostro Cantone insegniamo il francese dalla terza elementare, il tedesco dalla seconda media e l’inglese dalla terza media. La scelta politica del Ticino è stata quella di privilegiare l’apprendimento delle lingue nazionali per poter comprendere meglio le diverse culture del nostro territorio che è uno Stato federale.
Le aziende sono consapevoli del grande valore della conoscenza linguistica. Infatti molte imprese aprono la loro attività in Ticino anche perché trovano direttamente sul posto personale qualificato, con buone competenze linguistiche. Ovviamente le aziende sono sensibili ad altri fattori come ad esempio la pace sociale, la sicurezza, la fiscalità favorevole, ma in questo caso l’accento si pone soprattutto sull’ottenimento di competenze professionali altamente qualificate facilmente reperibili.

Attualmente la OCST sta promuovendo un’idea che dovrebbe rendere più attrattiva la formazione continua: i buoni di formazione con un sostegno finanziario. Secondo gli studi dell’Uni di Berna, in questo modo si motivano maggiormente le persone che si vedono ridurre le ore di lavoro e che non sono abituate a svolgere una formazione continua.

La prima considerazione da fare è che sia la formazione di base sia l’aggiornamento continuo sono sempre più elementi che consentono all’individuo di restare al passo con i tempi per poter cogliere sfide e opportunità di perfezionamento e di occupazione. Per questo motivo il Ticino punta molto sulla formazione continua, in particolare siamo uno dei pochi cantoni che si è dotato di una legge, la Legge sull’orientamento scolastico e professionale e sulla formazione professionale e continua. A livello federale non esiste ancora una legge corrispondente ma la stiamo aspettando con impazienza. Recentemente il Parlamento ha messo a disposizione un fondo per la formazione professionale in cui si contempla anche l’eventuale possibilità di mettere a disposizione buoni per la formazione o per la riqualifica professionale. Le riflessioni sono in corso.

Quali sono i settori che richiedono maggiore attenzione per riprogettare una eventuale riqualifica professionale?

Vi sono settori in cui il sapere “invecchia” velocemente, in particolare laddove si conoscono innovazioni costanti che richiedono un aggiornamento continuo.

Che cosa dire a chi si ritrova a 50 anni, non abituato alla formazione continua, senza un impiego?

Quella appena citata è in linea di principio la fascia più a rischio: si tratta di persone che hanno maturato una significativa esperienza lavorativa che però diventa spesso poco “spendibile” o riconosciuta al momento della ricerca di un nuovo posto di lavoro. In questo caso, come ente pubblico ma non solo, siamo chiamati in causa per dare il necessario appoggio ai fini di un veloce reinserimento professionale, ad esempio attraverso corsi di riqualifica o di validazione degli apprendimenti acquisiti.

E che cosa dire oggi a un giovane che, in un modo o nell’altro, comunque sembra poter accedere a studi superiori? Il liceo diventa quasi meno interessante, se non addirittura meno utile di una scuola professionale…

Una grande conquista del nostro sistema formativo è la grande mobilità che consente all’individuo di personalizzare il proprio percorso di studi soddisfacendo da un lato le proprie esigenze e le ambizioni e dall’altro le proprie capacità.
Con un modello permeabile si consente alle persone di eventualmente correggere, strada facendo, le proprie scelte. La formazione professionale ha il vantaggio di consentire un accesso diretto al mondo del lavoro nonché la possibilità di accedere ad una formazione superiore o continua. È vero: alla conclusione della scuola media molti allievi si indirizzano verso gli studi medio superiori: è una scelta che li accompagnerà per 8-10 anni, fino al termine degli studi superiori. Abbiamo tuttavia notato un consistente riflusso di studenti che, dopo avere frequentato il liceo, intraprendono una formazione professionale. Lo sappiamo: scegliere a 15 anni non è sempre facile.
Il nostro compito – in stretta collaborazione fra i servizi della Divisione della formazione professionale e dell’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale - è anche quello di aiutare il giovane e la sua famiglia al momento della scelta: studi medio superiori o una formazione professionale?

Divisione della formazione professionale
Segreteria generale
tel. +41 91 815 31 00
fax +41 91 815 31 09
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Via Vergiò ergiò 18
6900 Lugano
Capo Divisione
Paolo Colombo
Direttore aggiunto
Gianni Moresi

INFO: www.ti.ch/dfp

Divisione della formazione professionale
Il sistema della formazione professionale si fonda sulla collaborazione tra i partner – Confederazione, cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro - che garantiscono una formazione professionale di alta qualità.
Sul piano cantonale, la Divisione della formazione professionale è l’organo amministrativo responsabile dell’applicazione della Legge federale sulla formazione professionale e delle oltre 200 ordinanze emanate dalla Confederazione, la quale copre circa un quarto dei costi complessivi finanziati dalle autorità pubbliche.
Con il mandato disciplina, cura e coordina sia la formazione professionale di base e superiore sia la formazione continua.
Si occupa del tirocinio curando tutti gli aspetti: omologazione dei contratti; vigilanza sulla formazione in azienda e sull’insegnamento professionale a scuola; intervento in caso di difficoltà di apprendimento pratico e scolastico; scioglimento del contratto e ricollocamento; corsi interaziendali; esami finali di tirocinio e altre procedure di qualificazione.
Suo compito è promuovere, collaborando con le organizzazioni del mondo del lavoro, i corsi di qualificazione per praticanti, di perfezionamento, di riqualificazione e di preparazione a scuole specializzate superiori, di livello terziario non universitario, oltre che a definire i contenuti delle formazioni e a sviluppare nuovi curricoli di formazione.
Promuove la formazione, I’abilitazione e l’aggiornamento del personale insegnante.
La Divisione è incaricata di tutte le pratiche per l’erogazione di contributi cantonali e federali agli enti che organizzano attività d’interesse pubblico nel campo della formazione professionale e per l’applicazione delle convenzioni con le scuole o i corsi di altri cantoni.
La formazione professionale svizzera ha compiuto negli ultimi anni notevoli progressi: con l'introduzione della maturità professionale e, a seguire, delle scuole universitarie professionali, ha indubbiamente rafforzato ed ampliato il ventaglio delle proposte formative in alternativa all'iter liceo-università.
Al rafforzamento e all’ampliamento ha contribuito anche la riorganizzazione delle scuole specializzate superiori e l’adozione, in corso, delle nuove ordinanze federali in materia di formazione.