Corso di comunicazione multilingue

puzzle10Ticinocentrici o elvetocentrici?

La lingua italiana: La dolce lingua – secondo la grande mostra al Museo nazionale svizzero di Zurigo della primavera 2005 – o, se preferite, la lingua subalterna, grande lingua di minoranza o, infine, piccola lingua nazionale: sono queste, espressioni che denotano lo status dell’italofonia elvetica e, ahimè, non tutte positive per la nostra lingua.

Peraltro, questo stato di cose sta a significare, in primo luogo, la necessaria convivenza della lingua italiana con le altre lingue nazionali.

Bene, ma cosa possiamo fare per sostenere adeguatamente l’italiano in Svizzera?

Questo è il quesito di fondo che il Centro di formazione professionale dell’OCST e FORMAT Lingua si sono posti e, preso atto dello stato di cose, cercano ora con un programma minimo e conciso, ma fortemente orientato alla prassi, di dare una prima risposta al problema.

In altri termini, l’uso e l’applicazione del plurilinguismo in Svizzera costituiscono una irrinunciabile necessità – e, nel contempo, un eccezionale arricchimento – strutturale del nostro paese.

Tuttavia, i grandi centri culturali e istituzionali privilegiano sovente un approccio monolinguistico, a prescindere forse da poche realtà che rappresentano piuttosto l’eccezione che confermano la regola.

Peraltro, non è vero che linguae non dant panem; anzi, è vero il contrario!

Sempre più la conoscenza di più lingue costituisce un requisito irrinunciabile per accedere e salvaguardare gran parte degli impieghi di lavoro. In questo contesto, condividiamo appieno l’affermazione della Cancelleria della Confederazione secondo cui “Chi parla una sola lingua vive al di sotto del minimo esistenziale linguistico”. Però, è anche vero che “sotto i fiori delle parole ci vogliono i frutti delle cose”, per citare il prof. R. Martinoni.

Alla luce di queste brevi premesse, il corso sperimentale di comunicazione multilingue che il CFP-OCST e FORMAT Lingua offrono intende mettere in evidenza le differenze non solo linguistiche in senso stretto, bensì anche le differenti realtà culturali che il plurilinguismo necessariamente implica. In altri termini, la conoscenza delle diverse lingue di per sé non è sufficiente per comunicare appropriatamente (e professionalmente) tra le varie aree linguistiche; a nostro modesto avviso occorre un quid pluris – un qualche cosa aggiuntivo – che presuppone, oltre alla conoscenza della lingua, anche l’approfondimento di modi di operare, di vivere e – forse – di pensare di un determinato popolo.

D’altro canto, se vivere (e lavorare) con una sola lingua è difficile per la parte germanofona (e per quella francofona) del paese, questa impossibilità è ancor più marcata per la minoranza italofona. Infatti, a prescindere dalla cultura in senso stretto, in Svizzera, tutto quanto di economicamente viene pensato e cristallizzato in lingua – per tacere dell’aspetto legislativo – avviene pressoché in tedesco (in piccola parte in francese e solo in infima parte in italiano).

Conseguentemente, affinché le Alpi non sbarrino il nostro cammino (anche) professionale occorre necessariamente approfondire lo studio delle lingue. Non in astratto e non solo a livello scolastico: non vogliamo qui proporre uno studio della lingua finalizzato a se stesso, bensì, l’acquisizione di conoscenze teoriche e pratiche, finalizzate all’uso del plurilinguismo come indefettibile strumento di lavoro. È pressoché escluso che si possa lavorare oggi – soprattutto in Ticino – senza conoscere e applicare, quotidianamente, altre lingue, quali il tedesco, il francese o l’inglese. Questa necessità è presente a ogni livello della scala gerarchica aziendale o istituzionale di qualsiasi organizzazione del lavoro.

Per concludere, qualche semplice domanda retorica:

-      è forse immaginabile la Svizzera senza plurilinguismo?

-      e, conseguentemente, è forse pensabile lavorare (soprattutto in Ticino) senza conoscenze di base del plurilinguismo?

-      è forse pensabile poter restare ticinocentrici (il Ticinese è innanzitutto ticinese), senza essere, nel contempo, anche elvetocentrici?

Il corso di comunicazione multilingue per traduttori prevede un modulo base di 20 incontri per un totale di 60 ore.

Il costo è di Fr. 950.-.

Sono ancora disponibili alcuni posti.

Per info o un appuntamento senza impegno: 091 9212600