Travail.Suisse: ripensare la formazione per gli adulti

Sapere in che modo la Svizzera coprirà in futuro i suoi bisogni di manodopera è diventato più scottante dopo l’approvazione dell’iniziativa popolare «contro l’immigrazione di massa». La generazione derivante dagli anni con tasso di natalità basso, che entrerà sul mercato del lavoro nel corso dei prossimi anni, non sarà in grado di rimpiazzare quella dei «baby boomers» che andranno in pensione.

A questo si aggiunge il fatto che la popolazione non vuole un’immigrazione illimitata di manodopera. Bisogna quindi focalizzarsi sul mantenimento della popolazione attiva sul mercato del lavoro e sul miglioramento delle sue qualifiche. La formazione professionale si ritrova dunque nella linea di tiro. Nel corso degli ultimi due decenni, essa ha privilegiato la creazione di posti d’apprendistato e l’integrazione di giovani con difficoltà scolastiche, linguistiche e sociali. La sua strategia di incoraggiamento ha permesso alla formazione professionale di integrare i giovani nel mondo del lavoro. Alla penuria di posti d’apprendistato è però ormai subentrata quella di manodopera. Una possibilità di rimediare a questo problema consiste nella qualifica di adulti che non dispongono di un certificato professionale riconosciuto.
Gli strumenti che permettono agli adulti di seguire una formazione iniziale esistono, eppure solo un numero esiguo dei circa 600'000 adulti senza formazione iniziale termina una formazione, quando il loro numero potenziale si situerebbe, secondo diversi studi, tra le 52'000 e le 93'000 persone. Due studi commissionati da Travail.Suisse hanno dimostrato l’utilità delle formazioni iniziali di persone senza diploma professionale per l’insieme della società. Inoltre, non si possono contestare gli effetti positivi di una formazione iniziale per la situazione di un individuo. Da allora, si tratta di appianare gli ostacoli affinché gli adulti senza formazione iniziale siano in grado di seguire una formazione di recupero. Questo implica, da una parte, migliorare l’informazione, i consigli e l’accompagnamento dei diversi gruppi target e, dall’altra parte, di rendere flessibili i modelli di formazione e di prendere delle decisioni coerenti in materia di borse di studio e assistenza sociale.
Ma questo non è sufficiente: il miglioramento delle condizioni quadro deve essere abbinato a una promozione della formazione iniziale degli adulti effettuata in modo mirato, dalla Confederazione, dai cantoni e dai partner sociali. Al momento, i partner non hanno alcuna obbligo di incoraggiare attivamente gli sforzi di formazione di adulti che non hanno una formazione iniziale. L’impegno volto ad assicurare al 95% di tutti i giovani un diploma di grado secondario deve servire da modello.  Una modifica della legge sulla formazione professionale sarebbe quindi necessaria al fine di sostenere finanziariamente la formazione degli adulti e di mettere a disposizione i fondi appropriati destinati a dei progetti innovativi. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) attualmente sta preparando un rapporto sulla formazione di recupero in Svizzera. Questo rapporto studia le offerte esistenti, esamina se è necessario svilupparle e armonizzarle, e elabora delle raccomandazioni. Altre tappe dovranno seguire affinché l’incoraggiamento degli adulti senza formazione diventi uno dei punti forti della formazione professionale.
Travail.Suisse esige che l’accesso alla formazione di recupero sia facilitato da un miglioramento dell’informazione e dei consigli elargiti dai partner alle persone in formazione. Inoltre, bisognerà appianare gli ostacoli finanziari, adattando le borse offerte dai cantoni ai bisogni degli adulti senza formazione iniziale e armonizzandole con l’aiuto sociale. I partner dovranno ugualmente impegnarsi a incoraggiare le persone senza formazione, con l’obiettivo di raggiungere 30'000 formazioni iniziali di adulti in dieci anni. Travail.Suisse chiede che la Confederazione, così come i cantoni, mobilitino ciascuno 850 milioni di franchi a questo scopo.

Da «Offrir davantage de formation initiale aux adultes - Repenser la formation professionelle.» di Angela Zihler, Travail.Suisse.
Traduzione a cura di Georgia Ertz