LIFT per i giovani – Un percorso innovativo per entrare nel mondo del lavoro

I nostri figli troveranno un posto di lavoro in Ticino? Come rispondere alla domanda che assilla molte famiglie in una situazione - quella della disoccupazione giovanile - che appare senza prospettive credibili?

I dati non lasciano molte speranze: in dicembre a fronte di un tasso di giovani disoccupati (15-24 anni) del 3,5 per cento (19.981 persone) a livello nazionale, il Ticino segnava il 6,4 per cento e 1.014 giovani senza lavoro annunciati negli uffici di collocamento.

 

La sfida apparentemente impossibile in un mercato del lavoro così “ostile” verso i giovani è di riuscire ad accrescere la presenza dei giovani nel mercato del lavoro. L’occupazione giovanile dipende sensibilmente dal livello di formazione: in Svizzera tra i 25-64enni solo tre quarti delle persone senza formazione post-obbligatoria è attivo, rispetto all'85 per cento di quelle che hanno portato a termine una formazione di grado secondario II (maturità, tirocinio).

In questo quadro critico è determinante preparare la transizione dalla scuola media al mondo del lavoro. Gli sforzi per migliorare le scelte devono coinvolgere più interlocutori presenti nella scuola, nell’economia e nel mondo del lavoro e promuovere iniziative innovative con gli allievi di scuola media.

LIFT (un progetto della Rete per la responsabilità sociale nell’economia) ha preso avvio anche in Ticino, con il sostegno del centro di competenze nazionale, lo scorso mese di settembre nelle scuole medie di Gravesano, Viganello, Riva San Vitale, Morbio Inferiore e Balerna. Esso offre a una trentina di giovani di terza e quarta media la possibilità di svolgere degli stage pratici di 3-4 ore alla settimana per una durata di tre mesi in un’azienda.

LIFT fa leva anzitutto sulla collaborazione tra istituzioni e organizzazioni del mondo del lavoro (AITI, CC-Ti e OCST). La novità rilevante è che è coinvolta la scuola media, ordine di scuola decisivo nella scelta professionale e formativa. LIFT è un’opportunità che si aggiunge ai servizi già attivi di orientamento e di intervento specifico per gli allievi più fragili.

Uno degli obiettivi principali del percorso è di accompagnare i giovani e le loro famiglie nella scelta della professione in cui formarsi. La sfida, come tutte le sfide che vedono coinvolti più soggetti, è quella di raggiungere un risultato che soddisfi tutte le parti. Nel caso di LIFT, si vogliono offrire strumenti per aumentare la consapevolezza in una scelta di grande importanza nella vita di un giovane e rispondere anche alle esigenze delle imprese. L’economia lamenta scarsità di personale qualificato indigeno in alcuni rami professionali e la necessità di sostituire i lavoratori qualificati che vanno in pensione. In questo momento tale domanda è solo parzialmente soddisfatta dai giovani e adulti diplomati nelle nostre scuole professionali o nell’apprendistato. Le aziende riscontrano inoltre la mancanza di profili adeguati e in molti casi la domanda e l’offerta di posti di tirocinio non coincidono. Le professioni del settore industriale e artigianale, per esempio, sono state trascurate a vantaggio – non sempre in modo accorto – delle formazioni impiegatizie e dei servizi.

A dieci anni dell’entrata in vigore della legge federale (ma il Ticino fu antesignano), occorre intensificare l’impegno per educare al valore della formazione professionale che non è un ripiego rispetto alla scelta di continuare gli studi superiori. Giovani motivati che si formano al lavoro svolgendo con soddisfazione un apprendistato saranno sicuramente più protagonisti e responsabili in un mondo del lavoro, che spesso tende a considerare i lavoratori, manodopera esecutrice di ordini.

La formazione professionale nella forma dell’apprendistato o delle scuole a tempo pieno offre oggi una solida alternativa alla cosiddetta “via liceale”. Si è gradualmente passati a un sistema flessibile e permeabile, che apre tutte le strade: un giovane che intraprende e finisce un tirocinio ha la possibilità concreta di continuare gli studi, anche a livello universitario o di specializzarsi nella formazione continua.

Considerato come la famiglia abbia il peso maggiore nelle scelte di formazione professionale dei giovani allievi di scuola media, è ragionevole investire nel processo di educazione alla scelta professionale coinvolgendo e accompagnando le famiglie e offrendo strumenti adeguati ai giovani per rendere ben fondata questa scelta. LIFT si è dimostrato uno strumento utile nella Svizzera tedesca e francese (perciò beneficia del sostegno della SEFRI), lo stage pratico in azienda svolto per un periodo abbastanza lungo permette di acquisire una conoscenza delle professioni e un’introduzione al mondo del lavoro sufficientemente approfondite.

Ecco la caratteristica originale di LIFT: la possibilità di svolgere in terza e quarta media degli stage pratici di 3-4 ore alla settimana per tre mesi in un’azienda. Questa modalità permette al giovane di entrare in contatto gradualmente, ma concretamente con una professione e di capire gli impegni che comporta la relazione con un futuro datore di lavoro. Gli consentirà anche di assumersi piccole responsabilità e porsi con spirito di iniziativa ed essere valorizzato per quello che il giovane è.

Imparerà comportamenti adeguati e si familiarizzerà con il contesto che incontrerà quando dovesse iniziare un rapporto di formazione. Quante volte abbiamo sentito datori di lavoro lamentare carenze nell’atteggiamento e nella condotta dei loro apprendisti! Nella visione di LIFT è centrale il percorso educativo, in cui scuola e azienda, istituzione, famiglia e soggetti del mondo del lavoro sono insieme protagonisti dell’accompagnamento dei giovani allievi alla scelta professionale.

Occorre aiutare le famiglie a compiere delle scelte difficili, e questo progetto potrebbe aiutare anche le imprese ad avere giovani - residenti in Ticino - pronti ad essere formati.

Si dirà, una goccia nel mare nostrum della disoccupazione giovanile.  È una via lontana dalle urla e dalle facili soluzioni, ma posso assicurare, si sta rivelando un’esperienza che sa coinvolgere con entusiasmo giovani allievi, docenti e responsabili di aziende e servizi pubblici e privati.

Renato Ricciardi

Vicesegretario cantonale OCST