TU! UN PERCORSO SULLA DIVERSITÀ

logorubricaTalvolta capita che un libro, un film, un canzone, ci lascino con un’emozione così forte addosso che dobbiamo stare fermi per assaporarla, viverla, sentirla, assorbirla…

È successo anche dopo aver visitato l’esposizione “Tu!, un percorso sulla diversità” creata da L’ideatorio dell’USI in collaborazione con Pro Infirmis Ticino e Moesano. 

Si tratta di un’esposizione per giocare, sorridere e riflettere sul tema della diversità, partendo proprio da quella fragilità che ci contraddistingue. Il progetto intende alimentare pensieri, atteggiamenti, comportamenti e parole su come sono percepite le persone con disabilità. Storie e narrazioni che ricordano come la disabilità non sia solo un deficit, ma sia anche legata allo sguardo di tutti, alla rete sociale, all’accessibilità, a ciò che offre il nostro mondo, alla mancanza di diritti.

“Ogni incontro fra me e un altro in qualche modo mi rivela, rispecchiandomi” Andrea Canevaro.   

Nella nostra rubrica parliamo spesso di ascolto, di vicinanza all’altro, di identità, di diversità, perciò ci siamo sentiti affini al messaggio di questa bellissima iniziativa.

(TU! UN PERCORSO SULLA DIVERSITÀ, presentata a Villa Saroli, Lugano). 

Una testimonianza

logo rubricaIo posso…

Solo io so quello che ho dentro, io so quanto ho sofferto, io so quanto posso essere forte e fragile. Io posso cambiare e posso realizzare i miei sogni.

Io devo…

Mi piace immaginare che il mondo sia un solo e unico grande meccanismo e che io sia qui per un motivo, allora devo di sicuro essere orgogliosa di me stessa e delle mie scelte, devo lottare per i miei sogni.

Io voglio…

Si dice che la vita ha 4 sensi: amare, soffrire, lottare e vincere. Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince. Ecco allora, io voglio proprio amare molto, soffrire poco, lottare tanto e vincere sempre nei tanti e vari momenti di scelta nella vita come professionista, come moglie, ma soprattutto come madre.

Susanna, 37 anni

Una testimonianza

logorubricaBuongiorno a tutti., mi chiamo Anna classe 1970!

Ho partecipato al percorso “Progetto Mosaico” rimanendo molto sorpresa di volta in volta di me stessa per quanto scoprivo sulle mie capacità comunicative, professionali e personali.

Tutto questo grazie alla consulente, molto professionale e efficace, in quanto mi ha aperto nuovi orizzonti, là dove non mi potevo immaginare.

Passo dopo passo, mi ha seguita con la passione che ha, la sua simpatia e empatia, in un percorso che mi ha portato ad oggi a nuove prospettive lavorative.

Nasco come parrucchiera, ma a causa di problemi di allergie, ho dovuto abbandonare e di conseguenza trovare un altro settore che è stato per anni la vendita in diversi settori calzature, abbigliamento, pelletteria e in fine alla vendita di prodotti da parrucchiere, che mio malgrado, ho dovuto abbandonare per problemi di salute (asma ed allergie).

Con la consulente siamo arrivate a una conclusione, ossia seguire il corso di segretariato che ho iniziato brillantemente in questi giorni con buone prospettive per il futuro.

Ringrazio infinitamente la consulente e consiglio a tutti di fare questo percorso.

Testimonianza: “Il coraggio di cambiare (o di non cambiare)”

logorubricaDopo 17 anni di lavoro ininterrotto nella stessa azienda qualche mese fa inizia a girare voce che chiuderanno la sede svizzera ed io ho iniziato a chiedermi se ci sia qualcosa che voglia fare davanti ad una tale opportunità: ecco che mi sono trovata a 44 anni, con nessuna risposta e di conseguenza la visione di un “non-futuro”. 

È stato allora che una ex-collega mi parlò del Progetto Mosaico e di quanto questo l'abbia aiutata e motivata, e così poco tempo dopo iniziai anche io il mio percorso.
Innanzitutto ho trovato una persona altamente qualificata e preparata ma non solo, anche un professionista responsabile che mi aiuta, comprende ed accompagna passo dopo passo.

Per me questo percorso è come un viaggio iniziato con un tuffo nel passato nel quale ho ritrovato quello che era stata la mia vita nel mio paese di nascita, le mie passioni e chiaramente anche i miei dolori.

Con esercizi e schede abbiamo rilevato i miei punti di forza e miei i punti deboli nell’ambito professionale ed anche, perché non farlo, i sogni lasciati nel cassetto.
Ho trovato del potenziale in me, diverso da quello che ho imparato a riconoscere per via del lavoro svolto in tanti anni di carriera. Ho compreso quanto avevo imparato ed appreso in tanti anni di vita, ho ritrovato il coraggio ed ho capito che posso scegliere di cambiare (o di non cambiare) ma che sarà una scelta e sarà consapevole.

Nel frattempo la notizia è diventata ufficiale, l'azienda chiuderà effettivamente tra pochi mesi e, anche se non sono ancora arrivata alla fine degli incontri con il mio counselor, ho già trovato alcune risposte, esplorato un po' nuove strade tra quelle percorribili ed ho iniziato ad avere la visione di un futuro.

L'importanza dell'autonarrazione

logo rubricaLa memoria autobiografica è la funzione umana che permette di organizzare le informazioni, derivanti dalle esperienze di vita personali, in relazioni a schemi e strutture di significato, consentendo l’integrazione di pensieri, rappresentazioni, affetti, bisogni, desideri dell’individuo. Nell’ambito della psicologia, si è posta molta attenzione all’utilità dei ricordi autobiografici nei percorsi di psicoterapia. Le caratteristiche di autoconoscenza di tali ricordi contribuirebbero alla percezione di coerenza personale e di un senso di sé nel tempo. 

La capacità di narrare, intesa come funzione mentale, è fondamentale per dare un’organizzazione al proprio mondo interiore e per attribuire significati all’esperienza umana. La narrazione di un’esperienza consentirebbe, inoltre, l’attivazione di collegamenti con altre esperienze simili.

Raccontare è mettere a fuoco una determinata questione all’interno di un contesto, collegarla a ciò che la precede e a ciò che la segue, trovare importanti relazioni con altri fattori, notare le proprie tendenze nell’interpretazione degli eventi e nel comportarsi. Tutto questo sfocia in un miglioramento dell’autocomprensione. Oltre a questo, la narrazione permette di uscire dal ruolo del protagonista assumendo la posizione di spettatore dei fatti. In questo modo avviene un distacco emotivo che facilita una visione più oggettiva degli eventi.

La narrazione permette quindi di ricostruire e di dare significato ad alcune esperienze della propria vita. La persona, nel narrarsi, aumenta la consapevolezza e la conoscenza di sé, elabora gli eventi e li colloca sulla sua linea evolutiva, riformula il senso del sé evitando fratture e incongruenze. Raccontarsi è, possiamo dire, già un processo terapeutico.

Liberamente tratto da State Of Mind, del 18 aprile 2017