Infiniti gradi di premure

logo rubricaAbbiamo spesso definito il nostro servizio in termini di accoglienza della persona, di accompagnamento senza forzature, ponendoci in un ruolo maieutico di agevolare la persona nel tirare fuori i suoi pensieri personali e le sue esperienze. Vogliamo, in questo numero della nostra rubrica, regalare e regalarci alcune righe tratte da Piano terra di Erri De Luca.

“Lavoravo a Milano in un cantiere edile più di dieci anni fa e avevo la rara fortuna di abitare nei paraggi. A mezzogiorno andavo a piedi a casa a mangiare per poi tornare entro un'ora.

 

Lungo la strada incontravo un mendicante, un uomo con i capelli bianchi, anziano ma non vecchio. La prima volta avevo in tasca mille lire, gli detti quelle. Mi precedevano di pochi passi dei ragazzi che al suo gesto di chiedere avevano risposto con una presa in giro. Gli vidi in taccia lo scatto muscolare di una pena, Il rinculo di un colpo subito, per quello tirai fuori te mille lire. Cosi ogni giorno passavo nell'ora di intervallo e gli davo mille lire. Poi non lo vidi più, finché mi accorsi che si nascondeva al mio passaggio per non togliermi quei soldi. Fu cosi lui a farmi la carità più profonda di lasciarmi con mille lire in più, a fare un gesto di affetto per l'operaio sgualcito di mezzogiorno. E questo non vuole dimostrare niente, solo dire che tra due esseri umani è infinito 11 grado di premure che possono offrirsi incontrandosi al piano terra di un marciapiede.