Saper diventare

logo rubricaSecondo stime recenti,  un giovane americano con un livello di istruzione modesto si aspetta di cambiare lavoro almeno 11 volte nel corso della propria vita lavorativa, e tali ritmo e frequenza sono quasi certamente destinati a crescere ulteriormente prima che la vita lavorativa dell’attuale generazione sia terminata. “Flessibilità” è la parola d’ordine del giorno, e quando viene applicata al mercato del lavoro essa preconizza la fine del “lavoro così come lo intendiamo” e annuncia invece l’avvento del lavoro con contratti a termine o senza contratto, posizioni prive di qualsiasi sicurezza, ma con la clausola del “fino a ulteriori comunicazioni”. La vita lavorativa è satura di incertezza”.  (Modernità liquida, Z. Bauman).

Prendiamo spunto, in questo appuntamento della nostra rubrica, da uno dei più noti e  influenti pensatori al mondo, e da una delle sue opere, che già nel titolo rappresenta così bene la realtà dell’epoca moderna.

Di fronte a questa rappresentazione, che ritroviamo descritta fedelmente, purtroppo, nelle storie di vita che accogliamo nel Progetto Mosaico, ci può prendere lo sconforto, se non anche la paura. Facciamo ricorso, allora, a ciò che nessuna moderna liquidità può toglierci o sminuire: le nostre competenze.

Oltre alla canonica definizione dei tre saperi (Sapere, Saper fare e Saper essere) ricordiamo e sottolineiamo per importanza il “Saper-diventare: vale a dire la capacità di cambiare, di adattarsi, di anticipare o di proiettarsi nel futuro, facoltà essenziale per la messa in opera di un progetto” (G. Le Boterf).

Grazie a questa capacità, aumentiamo le possibilità di realizzare il nostro progetto professionale, poiché non potendo agire sulle condizioni esterne, in primo luogo possiamo e dobbiamo partire da noi stessi.