Mi ha fatto sentire che anch’io sono importante…

logo rubricaLa frase, che dà il titolo alla rubrica, è stata estrapolata da una scheda di valutazione a conclusione di un percorso che ci ha permesso di allargare ad una riflessione che condividiamo con i nostri lettori.

La sensazione di essere importanti scatena emozioni positive che ci fanno sentire euforici, entusiasti e brillanti, mentre la sensazione di non valere nulla scatena emozioni negative che annientano le nostre capacità intellettive, le nostre abilità e le nostre energie.
Sentirsi una nullità, specialmente dopo un licenziamento, una grave malattia o una difficoltà che la Vita ci ha «donato» è umano! Quest’umanità va, per certi versi, riconquistata, compresa ed accolta. Nel nostro vivere quotidiano siamo spinti, per una forza insana, ad un’eccellenza performativa che poco si addice alla parte umana di noi tutti. Ancor di più quando siamo confrontati con momenti di difficoltà, che tutti, ma proprio tutti, prima o poi, siamo o saremo confrontati ad affrontare.
Essere quindi abili e pronti a sostenere le «intemperie della Vita» può trovarci impreparati, soprattutto se siamo poco abituati ad esprimere le nostre emozioni. Per taluni decodificare le proprie emozioni risulta gravoso. Sembra che un individuo su sette soffra dell’impossibilità di individuare e comunicare il proprio vissuto emotivo. La medicina moderna ha dato un nome a questo isolamento: alessitimia (dal greco a, assenza, lexis, parola e thimos, sentimento) ossia l’incapacità di tradurre in parole le emozioni.
Risulta vitale recuperare tale capacità affinché ciò che viviamo, gioie o dolori, possano venir condivise affinché la nostra salute interiore, il nostro equilibrio, sia preservato. Tutto ciò per poter guardare al futuro con uno sguardo più libero, rafforzati dall’idea che «noi siamo importanti!».