LA FORMAZIONE PROFESSIONALE: Una risorsa contro la crisi - Un’opportunità di crescita umana e professionale per i giovani

Comunicato OCST - 10.10.12

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In un mercato del lavoro teso e segnato

 

da manifeste distorsioni come quello ticinese, la formazione professionale

rimane secondo l’OCST una risorsa fondamentale per assicurare una crescita economica che procuri benessere a vantaggio di tutti e un accesso al lavoro che valorizzi le competenze delle persone.

La realizzazione di questi obiettivi è possibile puntando sul coinvolgimento aperto e attivo di tutti gli interlocutori sociali che intervengono in ruoli diversi nell’economia e nel mercato del lavoro. In Ticino questa condivisione è stata in passato un punto di forza essenziale che ha permesso di raggiungere risultati molto positivi nel campo della formazione professionale. L’OCST fa appello all’autorità cantonale e alle associazioni economiche e professionali affinché la collaborazione possa ancor più crescere per fronteggiare nubi e temporali che finora hanno in parte risparmiato il nostro Paese, ma si profilano minacciosi all’orizzonte. 

La disoccupazione giovanile è in crescita

La disoccupazione giovanile in Svizzera e in Ticino, pur non raggiungendo i livelli drammatici di altri paesi europei, suscita preoccupazione

e richiede interventi concreti. Il numero di giovani disoccupati è in crescita rispetto all’anno scorso (variazione annuale +9,1 per cento a livello svizzero e +15,2 per cento in Ticino).

Se paragonata al resto della Svizzera, la situazione si presenta peggiore in Ticino e colpisce anche la fascia delle persone di 25-29 anni. Questo dato indica come sia sempre maggiore il numero di giovani interessati dalla disoccupazione, tra chi finisce (più tardi rispetto al passato) gli studi universitari come pure i percorsi di formazione professionale.

La formazione, uno strumento per aumentare la presenza nel mercato del lavoro

Rispetto ai paesi dell'Unione europea, la Svizzera presenta un tasso di attività molto elevato. Nel 2011 il tasso per le persone tra 15-64 anni è stato dell’82,8 per cento. Mentre la media dell’UE si situa al 71,2 per cento. 

Aumentare la quota di popolazione che partecipa al mercato del lavoro risulterebbe un vantaggio per tutti. In questo senso è decisivo accrescere il grado di occupazione giovanile. Mettere a disposizione un numero maggiore di posti di apprendistato e favorire l’accesso – inizialmente anche aumentando i posti di stage e i percorsi allround – al mercato del lavoro dei giovani diplomati e laureati, sono a parere dell’OCST obiettivi da realizzare a breve tempo. Essi costituiscono una via essenziale per uscire rafforzati dalla crisi economica, che sta provocando effetti negativi sul nostro tessuto sociale ed economico.
Si può anche aggiungere che la partecipazione al mercato del lavoro dipende sensibilmente dalla formazione. I dati statistici recenti dimostrano inequivocabilmente il rapporto diretto che esiste tra il livello di formazione e le possibilità di presenza nel mercato del lavoro.

Intervenire su alcuni punti critici 

L’OCST ritiene che alcuni aspetti critici della formazione professionale in Ticino meritino un’attenzione particolare.

      • Occorre innanzitutto aumentare il numero delle aziende che formano apprendisti. La percentuale delle aziende formatrici in Ticino è tra le più basse della Svizzera con il 14,5 per cento di aziende che formano apprendisti, mentre la media nazionale è del 18,3 per cento (UST 2008).
      • Se sono dimostrati la necessità di lavoratori qualificati nelle nostre aziende e l’effetto di sostituzione di personale residente legato alla libera circolazione delle persone, l’OCST propone di verificare quali siano le necessità di profili con qualifiche specifiche delle aziende (in particolare, nel settore terziario impiegatizio, dove in questi anni è cresciuta notevolmente la quota di lavoratori provenienti dall’estero) e di fare in modo che queste competenze possano essere acquisite da persone residenti tramite formazioni o percorsi di perfezionamento erogati da scuole ticinesi.
      • Poiché la domanda e l’offerta di posti di tirocinio non coincidono, per esempio in alcune professioni dell’artigianato, occorre lavorare, da un lato, per fare conoscere e rendere attrattive le professioni in cui più alto è il fabbisogno di personale e dall’altro, sensibilizzare giovani e famiglie con strumenti innovativi per rendere più consapevoli le scelte di formazione professionale dei giovani allievi nella scuola media.

Il sindacato OCST presenta infine alcune proposte puntuali per migliorare la formazione in apprendistato e l’entrata nel lavoro.

      • Promuovere la conoscenza delle lingue e la scelta di svolgere stage e periodi di formazione in aziende della Svizzera interna.
      • Sensibilizzare, eventualmente con incentivi economici, le aziende formatrici ad assumere i loro apprendisti al termine del tirocinio.
      • Procedere a un graduale aumento e allineamento dei salari tra le professioni (in particolare per gli apprendisti al primo anno).
      • Intervenire quando sono segnalate situazioni di disagio e di abuso subite da apprendisti in azienda.
      • Nel caso in cui l’apprendista avesse incontrato difficoltà durante la formazione, una volta assunto è opportuno che l’accompagnamento di questi giovani lavoratori possa continuare per evitare di compromettere il rapporto di lavoro.

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OCST

Segretariato cantonale

R. Ricciardi