Disoccupazione e reinserimento nel mondo del lavoro

foto ragusaAbbiamo incontrato Cataldo Ragusa, direttore della Sudalpina, azienda di pratica commerciale del CFP, che attualmente ospita 28 impiegati di commercio in disoccupazione, per analizzare dal suo punto di osservazione, le principali problematiche dei lavoratori del terziario impiegatizio che perdono il loro impiego.

Quali servizi offre un'azienda di pratica commerciale agli impiegati disoccupati?

Il nostro servizio consiste in quattro azioni principali: lavoro pratico in ufficio; formazione in ambito contabile, informatico, amministrativo e commerciale; consulenza e accompagnamento alla ricerca di un nuovo posto di lavoro; collocamento in stage di formazione presso aziende dell'economia privata.

 

Il CFP (Centro di formazione professionale) dell'OCST ha in Ticino quattro aziende di pratica commerciale (APC) dove gli impiegati di commercio che beneficiano delle Misure attive contro la disoccupaziooe, trascorrono un periodo da uno a quattro mesi in cui svolgono una formazione attraverso la pratica (Learning by doing) nelle diverse attività di un ufficio commerciale. Gli impiegati delle APC fanno una simulazione in tutti gli aspetti delle attività del commercio: acquisto di prodotti, marketing e rivendita, fatturazione, contabilità, gestione del personale, segretariato, stipendi, e-commerce. Il tutto in una rete nazionale coordinata da Helviartis (La Centrale svizzera delle APC).

Ci può fare l'identikit dell'utente delle APC?

Negli ultimi anni gli utenti delle nostre strutture sono cambiati. Si è passati da un pubblico prevalentemente giovane e senza esperienza, per cui erano nate le APC, a un pubblico molto diversificato. Una buona parte dei nostri utenti provengono dai più svariati ambiti amministrativi del commercio privato. lnoltre oggi assistiamo sempre più frequentemente all'arrivo di impiegati del settore finanziarlo (banche e fiduciarie) e dei settore assicurativo. Questa è un evidente esito della crisi della piazza finanziaria, di cui forse ancora non vediamo tutte le conseguenze. Si tratta soprattutto di donne, spesso sole e con figli, con occupazione a tempo parziale. I giovani al primo impiego che giungono nelle nostre strutture sono assai diminuiti a seguito del taglio del numero di indennità di disoccupazione deciso dall'ultima modifica della LADI (Legge federale sull'assicurazione contro la disoccupazione). 

Saprebbe indicarci le principali cause della perdita del lavoro nel settore finanziario?

Il motivo più frequente della perdita del lavoro per gli impiegati di commercio, in generale, è la riduzione del personale o ristrutturazione per cause economiche. Lo stesso vale per il settore finanziario. Non di rado si tratta di chiusure o fusioni tra banche, che lasciano sempre sul terreno molte vittime. Alcune volte il taglio dei posti di lavoro avviene preventiva mente alla realizzazione di perdite di esercizio. Di fatto si taglia sul personale per aumentare gli utili e poter distribuire maggiori dividendi agli azionisti. L'Ufficio di statistica ha appena pubblicato l'indagine congiunturale Banche Ticino relativa a gennaio 2013 e al 4° trimestre 2012 (Notiziario statistico 2013-05). A conclusione della pubblicazione è riportata l'opinione di Franco Citterio, direttore dell'ABT, che riferendosi al calo della clientela internazionale e quindi dei patrimoni esteri gestiti, dice che «le prospettive per il 2013 indicano ancora una tendenza negativa sia sui volumi sia sui margini di guadagno [...]. Inevitabile quindi ricorrere ancora una volta alle forbici, tagliando i costi laddove è necessario e prospettando purtroppo un ulteriore calo dell'occupazione».

Quanto è forte a suo giudizio l'effetto sostituzione da parte di impiegati frontalieri?

La mia sensazione, relativa alla mia esperienza di lavoro, non mostrano chiaramente questo effetto nel settore finanziario. Diversamente mente invece avviene nel settore della vendita o per gli impiegati amministrativi delle varie aziende commerciali. Certo, nel momento in cui dovesse ripartire la piazza finanziaria, a causa delle forti pressioni che giungono da oltre frontiera, effetto della crisi imperante, dobbiamo aspettarci un grande aumento del fenomeno di sostituzione anche nel settore finanziario, come pure un forte dumping sui salari. Non credo infatti che banche e fiduciarie siano insensibili alla possibilità di risparmiare sui salari del nuovi assunti. avendo a disposizioni fior di curriculum vitae a buon mercato sulle scrivanie degli uffici Risorse Umane. Per evitare ciò a mio parere è ormai non più rinviabile un ragionamento serio su un contratto collettivo del settore.

Ci sono delle differenze tra i disoccupati del settore commerciale e quelli del ramo finanziarlo?

Principalmente osservo due grandi differenze. Una legata all'elevata specializzazione degli impiegati bancari che li rende poco attrattivi per le aziende del commercio, settore che ricerca profili polivalenti; un'altra legata alle retribuzioni, mediamente più elevate nel settore bancario. Quindi assistiamo a grandi difficoltà di reinserimento in ambiti diversi da quello finanziario, soprattutto per quelle persone che vantano un'esperienza pluriennale presso una banca. Per costoro diventa quasi obbligatorio trovare occupazione nello stesso settore. È quindi il gatto che si morde la coda.

Cosa potete fare per queste persone?

Innanzitutto cerchiamo di infondere loro fiducia nelle proprie capacità, risvegliando le competenze messe a dormire nei tanti anni di attività specialistica. Naturalmente li accompagniamo nell'acquisizione di un gran numero di nuove competenze commerciali e informatiche. Li portiamo nel mondo del commercio ritornando con i piedi per terra. Li aiutiamo poi a fare nuove esperienze oltre che da noi, con un successivo stage in aziende dell'economia privata. Accade spesso che dopo essere passati da noi, molte persone intraprendono dei percorsi di formazione per potersi reinserire meglio nel mondo del lavoro.

La situazione nel mese di febbraio 2013
Secondo un sondaggio svolto dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), alla fine di febbraio 2013 erano iscritti, in Svizzera, 146'001 disoccupati presso gli uffici regionali di collocamento, ossia 2'157 in meno rispetto al mese precedente. Nel mese in rassegna, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 3,4%. Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, il numero di disoccupati è aumentato di 12'847 unità (+9,6%).
Disoccupazione giovanile Il numero di giovani disoccupati (15-24 anni) è diminuito di 682 unità (-3,2%) arrivando al totale di 20'525, ciò che corrisponde a 1'445 persone in più (+7,6%) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Persone in cerca d'impiego Complessivamente le persone in cerca d'impiego registrate erano 200'495, 1'281 in meno rispetto al mese precedente e 13'180 (+7,0%) in più rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente
Fonte: www.admin.ch

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