La formazione sociosanitaria in Ticino

Migliori condizioni-quadro e occupazione per i neo-diplomati delle nostre scuole

Un recente articolo pubblicato sulla rivista trimestrale dell’Ufficio ticinese di statistica (O. Faggio, I diplomati della scuola infermieri dal 1993 al 2004, in “dati” 1-2009, pag. 58.) pubblica i risultati di un’inchiesta, svolta da Ombretta Faggio dell’Ufficio della formazione sanitaria e sociale della Divisione della formazione professionale, sulla vita lavorativa degli infermieri diplomati della Scuola cantonale in cure infermieristiche.

Come noto, in Ticino la domanda di infermieri supera l’offerta di personale formato in loco. Proprio questo dato ha motivato qualche anno fa la scelta di promuovere la formazione infermieristica istituendo, accanto al corso della scuola specializzata superiore, il curriculum avviato tre anni fa dal dipartimento sanità della SUPSI.

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Investire nella formazione

In un periodo di grande incertezza economica come quello che stiamo vivendo in questi mesi, uno degli investimenti che certamente rimane sempre redditizio è quello nella formazione continua, in particolare nell’aggiornamento, perfezionamento e riqualifica professionale. Ha un ritorno per l’ente pubblico che, aumentando il finanziamento in questo settore, contribuirebbe a fornire ai cittadini maggiori opportunità di integrarsi nel mercato del lavoro con un risparmio non indifferente in termini di costi sociali.

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Per un coordinato sostegno ai giovani che entrano nel mondo del lavoro

L’estate coincide, per numerosi giovani, con la fine della formazione di base e con la ricerca di uno sbocco professionale. Il passaggio dalla formazione al lavoro è diventato, anche in condizioni congiunturali normali, più arduo e tribolato rispetto al passato. L’accresciuto contesto competitivo nel quale si muove l’economia genera una intensificata selettività del mercato del lavoro, penalizzando in particolare le fasce giovanili. La crisi economica odierna non fa che dilatare ulteriormente gli ostacoli che si frappongono ad un loro celere inserimento nel mondo del lavoro. Sulla collettività ricade perciò la responsabilità di agevolare al meglio il contatto e l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Va in particolare evitato che il primo impatto con il contesto professionale avvenga all’insegna del rifiuto e del disinteresse per le loro prospettive di inserimento.

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La formazione come fonte di opportunità

Intervista a Mauro Lupi, responsabile del Servizio di certificazione per enti di formazione continua (SCEF).

Il certificato eduQua è stato registrato nel 2000. Come si valutavano prima i corsi per adulti?

Dal 1998, secondo la Lorform (Legge sull’orientamento scolastico e professionale e sulla formazione continua), è previsto che il DECS, in particolare per il tramite della Divisione della formazione professionale (DFP) vigili sugli aspetti organizzativi, finanziari e metodologici della formazione continua. La legge è nata sulla base della necessità.
Negli anni '90, durante la crisi che aveva prodotto molti disoccupati, erano stati denunciati abusi: purtroppo molti corsi organizzati per gli adulti si erano rivelati poco validi. Prima di questa data non mi risulta vi fossero regolamentazioni in materia.
La certificazione qualità nella formazione continua, secondo la norma eduQua, è stata attivata nel 2001. Il Cantone Ticino con pochi altri è stato un precursore in questo ambito.

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Percorsi di formazione mirati

Intervista a Paolo Colombo, direttore della Divisione della Formazione professionale del Cantone Ticino.

Leggendo il testo informativo che presenta le attività della Divisione della formazione professionale si resta colpiti dai numerosi incarichi che deve seguire. Il settore dell’apprendimento è diventato complesso oppure la realtà lo è diventata e di conseguenza anche l’offerta formativa?

Il mondo del lavoro è cambiato e di conseguenza anche la formazione professionale si rinnovata.
Cito ad esempio le professioni, legate alle nuove tecnologie, che hanno sostituito competenze professionali oggi considerate non necessarie. Da un lato la formazione professionale è molto vicina alla crescita morale ed intellettuale dell’individuo e dall’altro alle esigenze del mercato. Il mondo del lavoro è cosciente che il capitale umano è la vera ricchezza dell’impresa. Ciò che è importante è poter contare su persone ben preparate in grado di svolgere compiti e assumersi responsabilità in un contesto che è diventato sempre più concorrenziale.

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