Per un coordinato sostegno ai giovani che entrano nel mondo del lavoro

L’estate coincide, per numerosi giovani, con la fine della formazione di base e con la ricerca di uno sbocco professionale. Il passaggio dalla formazione al lavoro è diventato, anche in condizioni congiunturali normali, più arduo e tribolato rispetto al passato. L’accresciuto contesto competitivo nel quale si muove l’economia genera una intensificata selettività del mercato del lavoro, penalizzando in particolare le fasce giovanili. La crisi economica odierna non fa che dilatare ulteriormente gli ostacoli che si frappongono ad un loro celere inserimento nel mondo del lavoro. Sulla collettività ricade perciò la responsabilità di agevolare al meglio il contatto e l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Va in particolare evitato che il primo impatto con il contesto professionale avvenga all’insegna del rifiuto e del disinteresse per le loro prospettive di inserimento.

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La formazione come fonte di opportunità

Intervista a Mauro Lupi, responsabile del Servizio di certificazione per enti di formazione continua (SCEF).

Il certificato eduQua è stato registrato nel 2000. Come si valutavano prima i corsi per adulti?

Dal 1998, secondo la Lorform (Legge sull’orientamento scolastico e professionale e sulla formazione continua), è previsto che il DECS, in particolare per il tramite della Divisione della formazione professionale (DFP) vigili sugli aspetti organizzativi, finanziari e metodologici della formazione continua. La legge è nata sulla base della necessità.
Negli anni '90, durante la crisi che aveva prodotto molti disoccupati, erano stati denunciati abusi: purtroppo molti corsi organizzati per gli adulti si erano rivelati poco validi. Prima di questa data non mi risulta vi fossero regolamentazioni in materia.
La certificazione qualità nella formazione continua, secondo la norma eduQua, è stata attivata nel 2001. Il Cantone Ticino con pochi altri è stato un precursore in questo ambito.

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Percorsi di formazione mirati

Intervista a Paolo Colombo, direttore della Divisione della Formazione professionale del Cantone Ticino.

Leggendo il testo informativo che presenta le attività della Divisione della formazione professionale si resta colpiti dai numerosi incarichi che deve seguire. Il settore dell’apprendimento è diventato complesso oppure la realtà lo è diventata e di conseguenza anche l’offerta formativa?

Il mondo del lavoro è cambiato e di conseguenza anche la formazione professionale si rinnovata.
Cito ad esempio le professioni, legate alle nuove tecnologie, che hanno sostituito competenze professionali oggi considerate non necessarie. Da un lato la formazione professionale è molto vicina alla crescita morale ed intellettuale dell’individuo e dall’altro alle esigenze del mercato. Il mondo del lavoro è cosciente che il capitale umano è la vera ricchezza dell’impresa. Ciò che è importante è poter contare su persone ben preparate in grado di svolgere compiti e assumersi responsabilità in un contesto che è diventato sempre più concorrenziale.

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Buoni di formazione

Per rendere più attrattiva la formazione continua

In un contesto lavorativo di importanti cambiamenti nei processi produttivi e nella tecnologia, che la crisi economica sta rendendo ancora più competitivo e selettivo, risulta persino ripetitivo ricordare come siano importanti l’aggiornamento e il perfezionamento professionale dei lavoratori di tutte le professioni.
La sicurezza occupazionale presente e futura dipende dalla capacità di aggiornare le proprie competenze personali e professionali. La responsabilità in questo campo, è prima di tutto del lavoratore, ma anche delle imprese, cui è chiesto di non ridurre la persona e il lavoro a semplice “risorsa umana” e di investire nella formazione.
Lo sviluppo della formazione personale e di piani di perfezionamento professionale nelle imprese costituiscono, secondo l’OCST, una delle scelte strategiche più importanti e necessarie per uscire dalla crisi puntando sul valore del lavoro per l’uomo e su un’impresa concretamente attenta ai lavoratori.

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La nuova frontiera della tecnologia dell’informazione anche a lugano presso il cfp-ocst.

All'ENAIP la patente europea d'informatica.

Intervista a Paolo Vendola, Direttore ENAIP-Svizzera

Sin da settembre 2000, il Centro Servizi Formativi ENAIP – Svizzera ha ottenuto l'abilitazione, come Test Center, a sostenere gli esami della patente europea d'informatica. Dal 2000 ad oggi, l'ENAIP, nelle sue diverse sedi (Zurigo, Lucerna, Lenzburg e Lugano dove dallo scorso anno è stato attivato un Test Center presso il CFP-OCST), ha certificato più di 150 corsisti, dopo aver frequentato corsi di preparazione o come privatisti. Abbiamo chiesto al Direttore dell'ENAIP-Svizzera, Paolo Vendola, qualche chiarimento in merito.

Che cos'è l'European Computer Driving Licence?

Con l'ECDL (European Computer Driving Licence – Patente Europea d'Informatica) si ottiene un certificato europeo d'idoneità, che facilita notevolmente la carriera professionale e dà vantaggio nella ricerca del posto di lavoro; in Italia, inoltre, è sempre più richiesto nei concorsi pubblici. Il certificato conferma che si è in possesso delle capacità basilari per operare al computer, competenze oggi richieste in qualsiasi settore lavorativo moderno. L'ECDL è un'iniziativa della Council of European Professional Informatics Society (CEPIS) in collaborazione con l'Unione Europea (EU). L'attività è sostenuta su scala internazionale dall'ECDL Foundation, in Svizzera dalla SI (Schweizerische Informatiker Gesellschaft – Società Svizzera degli Informatici) ed in Italia dall'AICA (Associazione Italiana per l'Informatica ed il Calcolo Automatico).

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