Una testimonianza

logorubricaMi chiamo Jessica, ho 24 anni e in seguito a una pessima esperienza lavorativa in un bar dove l’unico guadagno avuto è stata una bella ernia al disco, mi sono ritrovata con la conseguente incapacità a riprendere l’attività lavorativa.
Così mi è stato proposto il Progetto Mosaico. È stato un utile percorso alla scoperta di me stessa, delle mie capacità e delle mie attitudini ad altri lavori più adatti alla mia condizione di salute. È un percorso che ti porta a vivere più serenamente una situazione sicuramente di disagio, in cui ci si sente un po’ smarriti e insicuri sul proprio futuro. Ti aiuta a proiettare le tue capacità in ambienti lavorativi diversi da quello vissuto fino all’insorgere del problema che ti ci ha fatto allontanare. Una “semplice” passione può diventare tanto importante da farti rientrare nel mondo del lavoro, e per quanto mi riguarda con una carica in più.
È un lavoro introspettivo, che ti aiuta ad inquadrare quella che è la tua attuale situazione sia personale che lavorativa, ti aiuta a mettere in evidenza i tuoi punti forti e a lavorare su quelli deboli, ti aiuta a rielaborare un CV di tutto rispetto e personalizzato, che rispecchi il tuo essere e che risalti agli occhi di un futuro datore di lavoro.
Sono incontri in cui la disponibilità e l’accoglienza sono alla base di tutto e dove poter parlare liberamente senza avere il timore di essere giudicati. Mi ritengo molto fortunata per aver avuto la possibilità, se pur per un brutto trascorso, di partecipare a questo progetto.
Vorrei ringraziare di tutto cuore la mia accompagnatrice in questo piccolo “viaggio” alla riscoperta di me stessa, la sig.ra Bernardo, persona dotata di una grande capacità di ascolto e gentilezza, che con un piccolo incoraggiamento riesce ad infonderti una grande fiducia in te stessa.
… E così sono diventata anch’io un tassello di questo grande Mosaico.

Corso di ArchiCAD

foto ediliziaAl via un corso di ArchiCAD, da ottobre. Una sera a settimana.

ArchiCAD è molto affine al lavoro degli architetti, ma non solo.

ArchiCAD lavora a piani (livelli), sezioni, facciate, dettagli, il tutto perfettamente ordinato e collegato mediante il concetto del “Virtual Building” che conferisce un’estrema pulizia e rigore nel disegno.

Il 3D è costruito mediante appositi strumenti di disegno semplici ed efficaci (muri, solette, falde, mesh, finestre, porte) e controllato in maniera approfondita mediante luci, materiali e settaggi di rendering.

 

Vai alla scheda del corso.

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Corso per giardinieri paesaggisti giunto alla terza edizione

cfp format6È dal 2010 che le organizzazioni del mondo del lavoro Jardin Suisse Ticino e Centro di formazione professionale OCST promuovono, con il sostegno della Divisione della formazione professionale e della Commissione paritetica cantonale dei giardinieri, un corso di preparazione agli esami di fine tirocinio per l’ottenimento dell’Attestato federale di capacità (AFC) quale giardiniere paesaggista secondo quanto previsto dall’art. 33 della Legge federale sulla formazione professionale (LFPr).

Il 7 novembre prende avvio la terza edizione di questo corso, che si svolge presso il Centro Professionale del Verde (CPV) a Mezzana e ha una durata complessiva di 400 ore distribuite sull’arco di due anni.

L’invito a iscriversi è pertanto rivolto a tutti coloro che non hanno una qualifica professionale in questo settore, ma che desiderano rimettersi in gioco e cogliere l’opportunità di sistematizzare e approfondire specifiche competenze.

La formazione, che si acquisisce parallelamente all’esercizio della professione, si rivolge a lavoratori maggiorenni che non possiedono una qualifica professionale di base e che esercitano la loro attività professionale in Svizzera da almeno 5 anni, di cui almeno 3 anni in qualità di giardiniere prima della data dell’esame. Il corso si svolge il martedì, giovedì sera e il sabato mattina. Sono previste alcune giornate a tempo pieno (corsi blocco) per lo svolgimento dei laboratori didattici o di alcuni blocchi lezioni durante l’inverno.

Enti promotori: Jardin Suisse Ticino e Centro di formazione professionale OCST

Ente organizzatore: Centro Professionale del Verde (CPV) di Mezzana.

Serata informativa: lunedì 24 ottobre 2016, ore 18:30 presso la sede OCST di Lamone-Ostarietta in via Cantonale 29

Nel corso della serata saranno illustrate le condizioni di ammissione, il contenuto della formazione, i dettagli organizzativi e indicazioni sugli esami finali nel 2018.

 

Info:

CFP-OCST, via S.Balestra 19, Lugano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 091 921 15 51

CPV Mezzana, Mezzana Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 091 816 62 61

Presa di coscienza

logo rubricaDopo la diagnosi di una malattia cronica e le limitazioni che essa mi impone nel quotidiano, mi sono scontrata con una sensazione di vuoto e fragilità. 

Tutto quello che fino ad allora ritenevo stabile e sicuro iniziava giorno dopo giorno a crollarmi addosso.

Inadeguata a fronteggiare il presente, incapace di affrontare il futuro e disperata per dover abbandonare la mia esperienza professionale a causa della malattia. Mi sono seduta per la prima volta con la mia consulente del corso mosaico e mi sentivo smarrita, disorientata. Poi pian piano incontro su incontro il mio disagio iniziava a mutare in nuove emozioni.
" Io non sono più questa ", ma " posso fare altro " e adesso " sono quest' altra "

Dentro il ritmo di questa nuova consapevolezza ho scoperto tante altre mie potenzialità e una nuova energia. Così grazie al corso ho cambiato la mia prospettiva ed il mio atteggiamento, sono pronta per avventurarmi in una sfida di preparazione per una nuova carriera professionale. Ringrazio Marina per il sostegno, gli incontri mi hanno dato coraggio di accettare e
cambiare.
Martha

Troppo facile dire stress!

fpss1Claudio Palumbo – Università degli Studi di Parma 

Spesso si confonde lo stress con l’affaticamento: molti credono di essere stressati, ma sono solo affaticati; altri credono di non essere stressati e invece lo sono. Le medesime condizioni relazionali e di lavoro non pesano ovviamente allo stesso modo su tutti gli individui di un gruppo omogeneo: in genere più le motivazioni dentro di sé sono elevate, più si è in grado di reggere le pressioni dall’esterno o, come  è di moda dire oggi, si è “resilienti”.

Il problema dell’individuazione delle condizioni di stress non risiede solo nell’errata autovalutazione di se stessi, questo è più che ammissibile, ma anche nella frequente inefficace metodologia di rilevazione, cosa molto meno accettabile.

Rilevo con sempre più evidenza in Italia l'insoddisfazione delle aziende e delle organizzazioni

in generale nei confronti delle metodologie tradizionali di  “valutazione dello stress lavoro correlato”: spesso forniscono dati generici, di poca efficacia pratica, con il risultato

di consegnare la ricerca agli "armadi" del tutto inutilizzata! A volte capita di peggio: sondare il personale con qualsivoglia indagine crea comunque un'aspettativa di intervento, e se questo non si verifica, proprio per l'inutilità applicativa della ricerca, si rischia di amplificare l'eventuale insoddisfazione già presente nel personale.

In molti casi gli strumenti di valutazione lasciano alquanto perplessi: alcuni superano abbondantemente le 200 domande e ci si chiede con quale concentrazione può rispondere un soggetto dopo che per minuti e minuti è impegnato nello stesso questionario; spesso si tratta di individui non abituati, come molte categorie di lavoratori, a siffatte rilevazioni; per non dire di certi quesiti o affermazioni che contengono frasi “apertamente scoperte e dirette”: si può chiedere in una indagine sullo stress se una persona si sente stressata?

Sulle modalità di somministrazione degli strumenti, pare del tutto inefficace effettuare rilevazioni frettolose mentre i destinatari si stanno occupando di altro: si assiste a compilazioni di questionari nei “ritagli di tempo del lavoro” o mentre si sta consumando il pasto in mensa e suggerendosi reciprocamente le risposte! Perplessità generano anche  le rilevazione eseguite con i questionari on line, in particolare su temi delicati e impegnativi come la valutazione del proprio stato psicofisico connesso alle condizioni organizzative.

Sul piano più strettamente metodologico, molti sono  i dubbi che suscita un’indagine che viene spesso percepita dal campione come “psicomedica” e con il timore, pur con tutte le garanzie di anonimato della ricerca,  di produrre responsi negativi che possono mettere a rischio la propria stabilità lavorativa e il ricoprire determinate mansioni: si pensi per esempio a coloro che lavorano nell’ambito della sicurezza come le forze dell’ordine e  di vigilanza privata.

Per ovviare a ciò, occorre non solo garantire l’anonimato, ma creare un “clima di fiducia” nella rilevazione, trasformando la ricerca in una seduta di indagine e allo stesso tempo di formazione per i partecipanti: un assessment-training in cui essi possono ottenere già un primo feedback dai dati, indipendentemente dai tempi di presentazione ufficiale della ricerca e dagli eventuali interventi che l’organizzazione riterrà opportuni per migliorare le condizioni di lavoro. Un clima di fiducia in cui occorre gradualmente indirizzare l’attenzione  e la riflessione del campione ad una valutazione mirata e selettiva delle problematiche personali e organizzative, con l’ausilio di più strumenti agili che cadenzano in step il processo di rilevazione, anziché affidare tutta la ricerca ad un unico strumento corposo e faticoso nella compilazione.

Dal 2010[1] ho proceduto ad  affinare progressivamente  il mio metodo di indagine e che viene sempre più  richiesto successivamente o in alternativa ai metodi tradizionali, spesso inefficaci per i motivi sopra descritti.


 

[1] La valutazione dello stress lavoro correlato. Un caso aziendale, Parma, Editore Santa Croce